Rifugi  

2.630 m - Valle Orco – Vallone del Roc

 

 

Il bivacco Ettore e Margherita Giraudo sorge a quota 2630 m.s.l.m., nell’alto Vallone del Roc, in prossimità del Lago della Piatta e non lontano dall’Alpe del Broglio.

La struttura, dono dei coniugi Rosa ed Ettore Giraudo per ricordare la figlia Margherita, fu inauguarata il 15 ottobre del 1951. Nell’estate del 1958 il bivacco venne spostato nella sua attuale posizione, ma la nuova inaugurazione ebbe luogo soltanto il 21 giugno 1959. In quella occasione il bivacco venne dedicato anche ad Ettore, il donatore ormai defunto e padre di Margherita. (Ettore Giraudo collaborò alla prima edizione della guida grigia del Gran Paradiso e compì con G. Gervasutti la prima ascensione della Cresta Est della Cima di Courmaon).

Il bivacco è una costruzione di tipo “Apollonio”, in legno all’interno e in lamiera all’esterno. Il bivacco non è visibile dal basso, ma lo si può localizzare grazie ad un grosso ometto costruito sul ciglio della bastionata a circa 10 metri dalla struttura.

 

Il bivacco è proprietà  della Sezione di Torino del C.A.I., ma è stato dato in affidamento alla Sezione di Rivarolo nel 1996.

 

Escursioni effettuabili dal bivacco:

- Denti del Broglio

- Becca di Monciair

- Ciarforon.

 

Traversate:

- Colle del Nivolet attraverso il Colle della Porta, il Colle della Terra e il Lago Lillet;

- Rifugio Vittorio Emanuele valicando il Colle del Ciarforon;

- E’ una tappa del trekking dell’Alta Via Canavesana dal Colle del Nivolet a Noasca.  

                                                                                             

Località           ...............         Vallone del Roc

Proprietà         ...............         Sezione di Torino del CAI, in affidamento alla sezione CAI di Rivarolo

Accesso         ...............             da Ceresole, Borgata Moies 1.568 m.

Tempo di salita           .....      3 ore 45 m

Posti    ........................           Posti letto n°  6 con materassi e coperte

Acqua  ……………..                  a duecento metri

Apertura          ...............         Sempre aperto

Cartografia      ..............         IGM foglio 41, tavola Ceresole Reale - IGC n. 3 Parco Nazionale del

                                                 Gran Paradiso

  

Ceresole Reale è raggiungibile:

- con l’autolinea della Satti da Torino e da Ivrea, cambiando vettura a Pont Canavese;

- in auto, percorrendo la strada che da Cuorgnè e Pont risale la Valle dell’Orco fino a Ceresole Reale.

 

Descrizione del percorso

 

Dalla frazione Moies di Ceresole imboccare una stradina che si dirama dalla provinciale, all’altezza del tornante a monte della nuova chiesetta (cartelli indicanti Borgata Moies, Bivacco Giraudo, Capoluogo). Superate le case, la mulattiera sale con alcuni tornanti a pendenza regolare. Quando si incontra a sinistra il sentiero per il capoluogo (Sentiero degli Alpini), ci si dirige verso nord-est, attraversando un bosco di alti larici e oltrepassando le baite Truc, Visiret e Reposa. Lasciato alle spalle il lariceto si giunge a Cà Bianca (1.942 m. - 1 ora), località caratterizzata dalla presenza di una casa con la facciata intonacata con calce bianca. Da questo vasto pianoro con pascoli, casolari sparsi e radi larici si può ammirare un bel panorama sulla Valle dell’Orco. A monte delle baite il sentiero riprende a salire verso i dolci declivi dell’Alpe Prà del Cres (2.002 m), trascurando la deviazione a destra verso Noasca e raggiungendo l’Alpe Ramà. Con un percorso a serpentina il pendio si fa più ripido, giungendo all’Alpe Ciaplus (2.168 m), fra grossi blocchi rocciosi. Le pietraie prendono ora il posto dei pascoli e il sentiero risale con tornanti, costeggiando due minuscoli laghi, fino a che si giunge all’insellatura erbosa del Colle Sià (2.274 m - 2 ore). Da qui si può ammirare uno splendido panorama sul versante canavesano del Gran Paradiso, dai Denti del Broglio fino ai Becchi della Tribolazione.

La mulattiera prosegue sul lato opposto del Colle, a tratti lastricata, lasciando a sinistra le baite del Loserai di Sopra e proseguendo in leggera discesa verso i pascoli del Loserai di Sotto (2.210 m). Da qui il sentiero riprende a salire con gradini, avvicinandosi al torrente che precipita nella cascata del Vallone del Roc. Si giunge quindi al Pian del Broglietto (2.250 m) caratterizzato dalle ampie anse del torrente, poi si attraversa il corso d’acqua (a volte, d’estate, la portata del torrente rende difficoltoso il guado) e si riprende a salire fine al bivio per il Gran Piano, sopra l’Alpe Feges, dove il sentiero si innesta sul percorso dell’Alta Via Canavesana (2.273 m - 2 ore 45 min.).

Seguendo la diramazione a sinistra il sentiero sale il pendio roccioso con diversi tornanti fino a raggiungere il piano del Broglio (2.387 m) con il suo caratteristico laghetto. Il sentiero percorre il pianoro in direzione nord-est, trascurando a sinistra il bivio per il Colle della Porta, poi si inerpica sulla mulattiera dell’antico appostamento della Torre, rimonta una pietraia e poi supera una bastionata pietrosa con ampi tornanti, volgendo gradualmente verso sinistra e guadagnando il pianoro su cui sorge il bivacco, caratterizzato da un blocco roccioso.     

 

 

Cartina     Piantina